mercoledì 13 gennaio 2016

foot-ballers al fronte


Quando i footballers scrivevano la storia


Il Calcio è storia: statistiche, partite e uomini e gli uomini sono coloro che fanno la storia, e che trasmettono tutte le passioni. Sensazioni, vita, adesione, impegno tutte qualità unite e al seguito degli eventi che hanno caratterizzato la storia della vita moderna. Opulenza e costume nel mondo moderno quello in cui il merchandising la fa da padrone, ma anche protagonisti nella quotidianità e interpreti dei grandi eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso. A cent’anni dalla prima guerra mondiale che cambiò per sempre gli equilibri del vecchio continente, un’opera quella di Giorgio Acerbis (edizione Urbone publishing) dedicata ai giovani che, abbandonando le loro brillanti prospettive future legate al mondo del calcio, sacrificarono, insieme a quelle di milioni di altri giovani, le loro vite al servizio dei propri paesi. Ne viene fuori uno spaccato di conoscenze e di informazioni che accomuna i giovani di tutta Europa presenti nei differenti fronti di cui si compose il teatro di guerra mondiale. Carriere troncate e bruciate di brillanti footballers che si immolarono con i propri compagni. Il calcio nei primi anni del XX secolo non era ancora così diffuso e planetario come oggi, era un divertimento e una professione che stava spiccando il volo, in Italia era forte nel nord ovest, era il periodo in cui il Genoa mieteva allori insieme alla Pro Vercelli, un calcio di qualità e di forza. Giovani come Luigi Ferraris genoano (a cui è intitolato Marassi) o come il milanista Erminio Brevedan. Ma troviamo anche Robert Whitney del Chelsea, Pinheiro del Porto (già nella prima guerra mondiale nel 1916 c’era pure il Portogallo), Peter Johnstone del Celtic, caduto ad Arras o Karl Braunsteiner del Wiener, morto in prigionia dopo essere stato catturato nell’assedio della fortezza di Przemysl, oppure il forte russo Nikolai Kynin immolatosi sui Carpazi nel 1916 durante l’offensiva del generale Brusilov. E che dire di Bauduin Six 92 reti in 87 presenze iniziata nel KSV Brugges, una prolificità da far invidia a Cristiano Ronaldo. Un’opera paziente e certosina, quella di Acerbis, che, grazie all’acume della casa editrice Urbone Publishing, vede la luce per dare spazio a un patrimonio di informazioni che farà la fortuna degli appassionati e che può avvicinare allo studio della storia e del calcio tanti giovani

tratto da ResGestae 

http://beppe-rasolo.blogspot.it 



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